NELLA CRISI: SI PUO’ APRIRE UNA COOPERATIVA ! A CHE CONDIZIONI ? Cosa sono le cooperative ? Come si costituisce ?….

28 12 2009

Ciao a tutti,

Per le situazioni di crisi che non hanno sbocchi se non la liquidazione, si può aprire un’altra via d’uscita : aprire una cooperativa di lavoratori, con due condizioni. La prima è che ci sia effettivamente possibilità di mercato e di vendere prodotti o servizi, altrimenti si fa un fiasco.

La seconda è che ci sia la possibilità effettiva di possedere i meziz di produzione, altrimenti si finisce per fare surrettiziamente intermediazione di manodopera.

CHI FOSSE INTERESSATO PUò CONTATTARMI AL 338-3593866, TASSELLI GIANNI.

Cordiali Saluti Comunisti

Tasselli Gianni

Resp. Naz.le Mov. Cooperativo PRC-SE

PACCHETTO ANTICRISI

COOPERATIVE 1.0

Premessa.

Tra il 2008 e il 2010 si vivrà la più profonda crisi economica dal 1929. L’Italia è un paese molto esposto, nonostante sia ancorato all’Euro, a causa della mancanza cronica di investimenti nella ricerca e nei settori industriali ad alto valore aggiunto. Per questo l’Italia rischia una crisi molto più profonda e duratura, e non semplicemente ciclica, quale quella che ha investito il Giappone negli ultimi 15 anni.

A fronte di un fenomeno di forte deindustrializzazione, guidato da una borghesia che ha il solo obiettivo della speculazione di breve periodo, occorre mettere in campo una politica costituita da buone prassi mutualistiche, che consentano di salvare POSTI DI LAVORO E SITI PRODUTTIVI. Per questo proponiamo di indirizzare tutti i lavoratori di aziende in crisi verso la trasformazione delle aziende a proprietà privata in società cooperative autogestite dai lavoratori.

COSA SONO LE COOPERATIVE ?

Le cooperative sono società a capitale variabile e con responsabilità limitata per i propri soci, finalizzate ad una impresa di tipo mutualistico per il soddisfacimento di un bisogno ( di lavoro, beni di consumo o servizi, di abitazione, sociali ), a prezzi migliori i quelli di mercato. Il principio guida è UNA TESTA UN VOTO, un principio democratico. L’utile è indivisibile, non si può distribuire, e va tutto reinvestito. Genera un patrimonio, definito di solidarietà INTERGENERAZIONALE, perchè la vita della cooperativa può continuare oltre l’eventuale uscita dei soci, con nuovi soci delle nuove generazioni. Giuridicamente è una società di diritto privato, quindi equiparabile a qualunque altra impresa.

PERCHE’ SCEGLIERE L’IMPRESA COOPERATIVA ?

La scelta cooperativa per i lavoratori può significare liberarsi da imprenditori speculatori, che come nel caso INNSE, distruggono l’attività produttiva, cancellando le prospettive di lavoro per i lavoratori nonostante l’azienda abbia clienti e commesse.

E’ una scelta che va ponderata perchè implica l’assumersi direttamente le responsabilità della gestione d’impresa.

E’ opportuno costituirsi in cooperativa solo se si disporrà dei mezzi di produzione e del mercato di sbocco, altrimenti senza queste condizioni si rischia di diventare strumento di subappalto di forza lavoro per altri.

COME SI COSTITUISCE ?

Per costituire una cooperativa è necessario :

  • riunire i lavoratori e discutere la proposta di costituzione e la quota sociale (nel caso di aziende con patrimoni rilevanti occorrono quote sociali medio-alte) ;
  • redigere l’atto costitutivo e lo statuto di fronte a un notaio;
  • richiedere il numero di codice fiscale e partita iva all’Agenzia delle Entrate;
  • depositare l’atto costitutivo e lo statuto presso la Camera di Commercio e formalizzare l’iscrizione al Registro delle imprese e all’Albo delle cooperative;

ESISTE UN NUMERO MINIMO DI SOCI O UN CAPITALE SOCIALE MINIMO ?

Il numero minimo di soci per costituire una cooperativa è di 3, mentre la quota minima di capitale sociale è pari a 25 Euro. La quota sociale va definita sulla base della dimensione dell’azienda e della quantità di soci che vi lavorano. Una cooperativa di utenti può avere una quota sociale bassa e avere tantissimi soci, mentre una cooperativa di lavoratori deve avere una quota medio-alta perchè normalmente i lavoratori sono pochi.

CHI PUO’ COSTITUIRE UNA COOPERATIVA ?

Tutte le persone fisiche che ritengano di avere un vantaggio, economico o non economico, in quanto utenti di un servizio o in quanto lavoratori, purchè in regola con il versamento della quota sociale. E’ possibile prevedere il recesso da socio per uscire dalla cooperativa.

CHI PUO’ AIUTARE LA NASCITA O LA CRESCITA DI UNA COOPERATIVA ?

Esiste un Fondo mutualistico nazionale, costituito per legge, che si chiama CoopFond.

Ha il compito di sostenere la nascita e lo sviluppo delle cooperative, attraverso prestiti agevolati, finalizzati a migliorare le attività delle cooperative.

QUALI SONO GLI ORGANI SOCIALI DI UNA COOPERATIVA?

L’Assemblea dei soci elegge un consiglio di amministrazione o un amministratore unico che gestisce l’impresa. Le forme di organizzazione devono essere decise dai soci.

COME SI AMMINISTRA UNA COOPERATIVA ?

Con le logiche del buon senso e in base alle norme di legge, ma soprattutto avendo presente che le attività dell’impresa cooperativa sono indirizzate al lungo periodo.

Inoltre si tratta di proprietà sociale, è impossibile dividere gli utili, che vanno totalmente reinvestiti per le attività della cooperativa. Il beneficio per i soci è il fattore mutualistico primario su cui basare le scelte amministrative.

CHI VIGILA SULLE COOPERATIVE ?

Le cooperative sono soggette alla vigilanza da parte del Ministero Attività Produttive, particolarmente in tema di mutualità.

LE COOPERATIVE SONO TASSATE ?

A fronte dell’impossibilità per i soci di distribuirsi gli utili, destinati a riserva indivisibile, questi ultimi non sono sottoposti a tassazione nella misura :

  • dell’intero utile per le cooperative sociali;
  • dell’80% dell’utile per le cooperative agricole e della pesca;
  • del 70% per tutte le altre cooperative, di qualunque tipo.

(Redatto da Tasselli Gianni), Reggio Emilia, agosto 2009

ALLEGATO.

Cooperativa di consumo

E’ una cooperativa tra soci consumatori che sono utenti di un vantaggio mutualistico basato sul principio che comprare grandi quantità di beni di consumo riduce il prezzo per i soci acquirenti.

Ci sono grandi cooperative di consumo oppure piccoli spacci aziendali, in cui i lavoratori fanno acquisti collettivi.

Cooperativa di produzione e lavoro.

E’ una cooperativa di LAVORATORI che si associano per lavorare insieme : il vantaggio mutualistico sta nel poter fare grosse commesse o produzioni che richiedono sforzi congiunti di molti lavoratori.

Possono essere cooperative di costruzione, di produzione industriale, o altro.

Cooperativa agricola o della pesca.

E’ una cooperativa in cui i soci sono contadini o pescatori che si associano per avere un vantaggio collettivo, sulla trasformazione industriale del prodotto conferito o per gestire mezzi di produzione insieme.

Sono cooperative le latterie sociali, le cantine sociali, le cooperative di pescatori.

Cooperativa sociale.

E’ una cooperativa che associa persone diversamente abili o ex tossicodipendenti o ex carcerati (tipo B), perchè possano, attraverso il lavoro, ricostruirsi una identità lavorativa e sociale. E’ anche una cooperativa di lavoro che associa persone che forniscono servizi sociali come la gestione di asili o case protette (tipo A). In questo caso il vantaggio mutualistico sta nel fornire servizi che una singola lavoratrice, ad esempio, non potrebbe fare.

Cooperativa di servizi.

E’ una cooperativa che associa lavoratori per fornire servizi di vario tipo, come gestione mense, pulizie, trasporti, assicurazioni, vigilanza, ecc. Il vantaggio mutualistico sta nel lavorare insieme per dare servizi evoluti e complessi.

Cooperativa di credito.

E’ una cooperativa che funziona come una banca, i cui soci hanno il vantaggio di risparmiare nella gestione del credito e di avere vantaggi migliori nel risparmio.

Ci sono esperienze come banche etiche o costituite sul principio del microcredito.

Aprire una Cooperativa

Lo spirito della cooperativa è esaustivamente espresso dalla Costituzione Italiana che all’art.45 recita “la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”.
La cooperativa è una forma d’impresa ottimale per i gruppi di persone che si uniscono con finalità che non prevedono unicamente la suddivisione degli utili, come nelle società. Quindi, aprire una cooperativa significa dare vita ad un’attività economica o imprenditoriale, in qualsiasi settore, che ha come base uno scopo mutualistico. Questa forma giuridica è finalizzata a favorire i propri soci garantendone sicurezza e vantaggi e, al tempo stesso, imprimendo all’impresa principi di solidarietà socialmente utili alla comunità. Inoltre, chi apre una cooperativa s’impegna a realizzare un bene anche a favore delle generazioni future.
Alla luce di tali scopi, questa forma giuridica di esercizio di un’attività è particolarmente incentivata dalla legge, godendo quindi di varie forme di finanziamento a livello nazionale e locale, oltre ad alcune agevolazioni fiscali.

Per costituire una cooperativa è indispensabile che i soci siano almeno 9, se ci sono sia persone fisiche che giuridiche, oppure il minimo è di 3 soci a condizione che la compagine sociale sia composta solo da persone fisiche (e tale condizione rimane fino ad un massimo di 8); inoltre in linea di massima le persone non devono esercitare, con una propria impresa, attività identiche o affini a quella della cooperativa.
E’ importante sottolineare che il capitale sociale di una cooperativa viene definito in considerazione del progetto e delle sue finalità. Tuttavia, la legge impone dei limiti che vanno da un minimo di 25 euro a un massimo di circa 75.000 per socio. In caso di rischio, il capitale sottoscritto è l’unico di cui rispondono i soci (a differenza delle società di persone in cui la responsabilità è illimitata); ci sono poi delle responsabilità specifiche degli Amministratori legate alla gestione dell’impresa.
Il profilo societario prevede una strutturazione incentrata sull’Assemblea dei Soci (organo sovrano), sul Consiglio di Amministrazione (in alcuni casi un amministratore unico), eletto dall’Assemblea, che si occupa della gestione ordinaria, ed eventualmente sul Collegio Sindacale (che diventa obbligatorio solo se si superano alcuni limiti dimensionali o di fatturato).
Infine, sulla base del tipo d’attività svolta, sono stati delineati vari tipi di cooperative, da quelle culturali, turistiche, sportive, alle cooperative di produzione e lavoro, alle cooperative sociali. Queste ultime godono di particolari agevolazioni fiscali.

Tipologie di cooperative più frequenti

  • Cooperative agricole: sono incentrate prevalentemente sulla coltivazione della terra, ma si occupano anche di acquisti e servizi di raccolta, di conservazione e trasformazione dei prodotti agricoli e di allevamento di bestiame;
  • Cooperative di produzione e lavoro: svolgono attività varie di produzione o di servizi ed in questo caso i soci sono, nel contempo, lavoratori e imprenditori. Ciò permette una certa autonomia lavorativa pur ricercando di garantire un posto di lavoro e un salario. Inoltre, le cooperative di produzione e lavoro godono di una detassazione riguardante IRPEG e IRAP;
  • Cooperative culturali, turistiche e sportive: organizzano, gestiscono e promuovono attività culturali, servizi turistici, impianti sportivi ed altre attività dedicate al tempo libero.
  • Cooperative sociali: oltre a ricercare occasioni di lavoro per i soci hanno un cosiddetto “scopo mutualistico esterno”, cioè hanno finalità solidaristiche nei confronti della collettività e del territorio in cui operano; svolgono la propria attività con gli Enti pubblici e/o privati nel campo dell’assistenza, dei servizi di supporto in ambito scolastico-educativo o di mediazione culturale, e comunque in tutte quelle attività dove gli utenti sono persone in stato di disagio e/o svantaggio, quali anziani, degenti, handicappati, persone con problemi psichiatrici o di tossicodipendenza, minori a rischio. In alternativa possono inserire al lavoro in attività varie persone in stato di svantaggio (certificato dai servizi sociali o sanitario-legali) che diversamente sarebbero escluse dal mercato del lavoro, in una percentuale minima stabilita dalla legge.

Le cooperative sociali possono avere nel loro interno soci volontari. E’ importante sottolineare che, per la natura della loro azione, le cooperative sociali godono di particolari agevolazioni fiscali e di un favorevole regime Iva (per alcune attività è possibile operare in regime di esenzione Iva).

Adempimenti costitutivi
I soci che intendono fondare una cooperativa devono, alla presenza di un notaio, redigere un atto costitutivo pubblico ed uno statuto sociale, il quale disciplina lo scopo, l’oggetto sociale ed il funzionamento della cooperativa. Per evitare ulteriori spese future di modifica dello statuto, è consigliabile, all’atto della costituzione, inserire eventuali attività che si potranno svolgere in futuro.
In base al progetto e alle finalità dell’impresa, si definisce il capitale sociale (che è anche la cifra della quale i soci rispondono).
L’atto costitutivo sarà depositato dal notaio presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio della provincia di appartenenza nei termini di legge; la società acquista personalità giuridica perfetta solo al momento dell’iscrizione in tale Registro: prima di questo momento si opera quindi a responsabilità illimitata.

E’ necessario richiedere l’attribuzione della Partita Iva all’ufficio locale competente dell’Agenzia delle Entrate, entro pochi giorni dalla costituzione in quanto è necessaria al notaio per iscrivere la società in Camera di Commercio; tale procedura è ormai solo per via telematica per cui bisogna avvalersi di un soggetto abilitato quale un Centro servizi di una centrale cooperativa o di uno studio di commercialisti.
La denuncia di avvio attività da presentare presso il REA (Repertorio per le notizie Economico-Amministrative) della Camera di Commercio deve avvenire entro 30 giorni dall’effettivo inizio dell’attività, a meno che l’attività che si intende svolgere richieda adempimenti od autorizzazioni particolari.
Ai fini contributivi, assistenziali e previdenziali, quindi ai fini INPS e INAIL, si deve procedere all’iscrizione della cooperativa e dei singoli soci che lavorano all’interno dell’impresa, avvalendosi di un centro servizi abilitato.

Costi
La spesa da sostenere per l’apertura dipende dall’onorario richiesto dal notaio ma, in linea di massima, tenendo conto dei costi di costituzione, di deposito e di iscrizione, si attesta attorno ai 2.000 Euro.

Pro
Le cooperative godono, di norma, di particolari agevolazioni fiscali e per alcune categorie ed attività di un favorevole regime Iva (talvolta è anche possibile operare in regime di esenzione Iva).
L’unico capitale di rischio è costituito dalla quota sociale.

Contro
Non si rilevano particolari svantaggi. I rapporti di forza all’interno della società non sono predefiniti ma si delineano nell’assemblea in maniera democratica, tenendo conto che i soci hanno un solo voto pro-capite.

Normativa
Codice Civile, Titolo VI “Delle imprese cooperative”, Capo I – Articoli 2511-2545 (dall’1/1/2004 la numerazione degli articoli ed il contenuto saranno modificati, entrando in vigore la Riforma del Diritto societario).
D.L.C.P.S. 1577/’47 – L. n.381/’91 – L. n.59/92 – L. n.142/2001 – L. n.30/2003.

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3 risposte

29 12 2009
Albatro

Grazie per l’articolo che ho trovato molto esplicativo.
Non mi è molto chiaro però il concetto di “fattore mutualistico”, in pratica, dato che i soci non possono dividersi gli utili, ma devono reivestirli, in una cooperativa di lavoro o servizi – preso atto che gli affari vadano bene- un socio quanto può guadagnare mensilmente al netto su 40 ore settimanali ? Questa cifra va decisa nello statuto? O in un bilancio annuale?
Scusate la venialità, ma di questi tempi bisogna pur fare un paio di conti su come vivere.
Grazie per eventuali risposte
Cordiali saluti
Albatro

18 01 2010
Martha

Questo articolo mi e risultato risultato abbastanza utile , per che sto considerando la posibilita di organizare una cooperativa di colf, badanti ecc. pero vorrei avere una asesoria riguardo stipendi, responsabilita, cioe si vuole avere una sicurazione ? grazie, se avete la pazienza di dirmi qualcosa ancora sul argomento. saluti

13 01 2012
Tasselli Gianni

Salve a tutti,
i contratti di lavoro delle cooperative sono riferiti ai CCNL del rispettivo settore di attività, stipulati coi sindacati. Da ciò deriva la paga. Eventualmente si può sentire Legacoop territoriale o la CGIL.
Saluti
Tasselli Gianni
tasselli.gianni@gmail.com

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